L'azienda modello piattaforma

  • L'azienda modello piattaforma

    L'azienda modello piattaforma

    "In molti settori le aziende stanno sempre più abbracciando piattaforme che mettono insieme parti diverse, saltando ogni intermediario. È un modello diverso da quello industriale classico, in cui i ruoli sono ben differenziati - fornitore, venditore, acquirente - e le parti non entrano mai in contatto direttamente" spiega Massimo Pellegrino, associate partner PricewaterhouseCoopers e responsabile Digital Innovation.

    Da una parte il modello matura perchè ci sono aziende che fin dalla nascita lo adottano; dall'altra ci sono aziende che migrano verso il modello piattaforma progressivamente (come è evidente soprattutto nel settore Ict).

    Varie aziende provano a imitare le piattaforme digitali (come ad esempio Samsumg o Ford), ma sono ancora agli inizi. Si tratta di un modello disruptive (caratteristica tipica delle multi side platform) perchè salta l'intermediario tradzionale.

    Il digitale è l'ambito originario e principale di questo fenomeno, ma non finisce qui: "Nel mondo fisico, le piattaforme multi side più sviluppate sono quelle del mondo dei makers e dei fablab (lavoratori che offrono servizi personalizzati di fabbricazione di oggetti)" dice Pellegrino.

    Ma si vedono anche i primi segnali di come questo modello stia interessando anche aziende tradizionali: "Ci sono aziende che affidano ai fablab lo sviluppo di prototipi, la gestione di picchi di produttività o li utilizzano come veri e propri laboratori di ricerca e sviluppo decentrati per il proprio business" prosegue Pellegrino.

    "Le aziende cercano di unire in questo modo competenze diverse e altrui, spesso iper specializzate, per soddisfare una domanda sempre più sofisticata", spiega Gianluca Ciminata, senior executive di Capgemini Italia.

    La rapida evoluzione tecnologica mette sotto pressione le competenze aziendali; le esigenze dei consumatori si raffinano, alla ricerca di un'esperienza di consumo sempre più personalizzata. Ne deriva il bisogno di aprirsi a una rete, diventarne parte, divenire un nodo: è la filosofia di internet che si estende a nuovi ambiti, trasformando e contaminando le aziende che la sposano.

    Fonte: Il Sole 24 Ore


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